“Lezioni, esempi e idee. Così nasce Enter, l’accademia dei nuovi imprenditori”
12/01/2026
“Lezioni, esempi e idee. Così nasce Enter, l’accademia dei nuovi imprenditori”
Club degli investitori lancia il progetto con Compagni e Crt: «Un patto per coinvolgere tremila studenti in tre anni»
TORINO. Per capire il senso di un’operazione «di sistema» bisogna partire dai numeri: secondo Unioncamere, nell’ultimo decennio l’Italia ha perso oltre 153mila imprese guidate da under 35. Allo stesso tempo, l’ecosistema dell’innovazione ha mostrato un potenziale significativo: tra il 2012 e il 2024 ha creato quasi 244 mila nuovi posti di lavoro, mobilitato 47 miliardi di euro e registrato una crescita annua del 15,5 per cento.
È in questo contesto che, mercoledì, il Club degli Investitori, insieme alla Fondazione Compagnia di San Paolo e alla Fondazione Crt, lancia Enter Academy. L’obiettivo è «ispirare, formare e connettere la prossima generazione di imprenditori italiani».
Quando vent’anni fa ho venduto la mia azienda, ho iniziato a pensare che cosa sarebbe successo quando anche le altre imprese sarebbero state davanti al cambio generazionale
dice Giancarlo Rocchietti, che da quel momento si è impegnato nel Club degli Investitori. Il progetto Academy si articola su due pilastri: «Enter Camp», un’esperienza intensiva di quattro giorni, realizzata in partnership con gli atenei del territorio e rivolta ai loro studenti; ed «Enter Club», la comunità che accompagna gli alumni con mentorship, opportunità di stage, borse di studio ed eventi dedicati, con l’obiettivo di connettere i partecipanti a una rete di oltre 100 mentor e partner, anche internazionali.
Si parte dal Piemonte, grazie alla collaborazione con UniCredit, ma l’obiettivo è coinvolgere le università di tutto il Paese. A guidare Enter Academy saranno lo stesso Rocchietti, Barbara Graffino come consigliera delegata, Andrea Rota, Bernardo Bertoldi e Vittoria Rossi. «Siamo nelle università e nei centri di ricerca alla ricerca di talenti. Incontriamo tanti giovani ricchi di ingegno e creatività, che hanno voglia di fare ma spesso credono di non avere i mezzi o di trovarsi nel contesto sbagliato per fondare un’azienda – dice Rocchietti –. La missione è ispirare, educare e connettere la nuova generazione di imprenditrici e imprenditori nel nostro Paese».
Investire in educazione all’imprenditorialità, ragiona, è «una scelta strategica» perché risponde a due esigenze: contrastare il calo dell’imprenditoria giovanile – da 640 mila imprese nel 2014 a 486 mila a fine 2024 – e rendere accessibili competenze e «opportunità in un’economia che richiede innovazione e intraprendenza».
In questo scenario, spiega Rocchietti, «educazione imprenditoriale» significa sviluppare una competenza utile ben oltre la creazione di una startup: capacità di identificare problemi, progettare soluzioni, lavorare in team, gestire risorse finanziarie e portare un’idea all’azione. È la direzione indicata dai principali riferimenti internazionali, dall’Ocse alla Commissione europea.
A differenza di molti programmi accademici tradizionali, «Enter Academy» nasce proprio per colmare una distanza storica del sistema italiano: quella tra università e impresa. «In Italia istruzione e imprenditorialità sono spesso due mondi che non si parlano – spiegano i promotori – e chi non cresce in un contesto imprenditoriale difficilmente entra in contatto con questo ecosistema». Il risultato è che molte idee si fermano prima ancora di prendere forma. L’ambizione del progetto è ridurre questo divario, aprendo le porte dell’imprenditorialità a studenti e ricercatori, indipendentemente dal percorso di studi o dall’origine sociale.
Il modello non parte da zero. Il progetto pilota, realizzato in due edizioni con UniCredit, ha già coinvolto otto università del Nord-Ovest (Politecnico di Torino, Università degli Studi di Torino, Università del Piemonte Orientale, Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, Università degli Studi di Genova, Escp, Ied e Iaad – più di 400 studenti e oltre 25 tra speaker e mentor, per un totale di oltre 28 ore di formazione intensiva. I risultati, misurati anche attraverso indicatori di soddisfazione, hanno convinto i promotori: il «Net Promoter Score», l’indice che misura la probabilità di raccomandare l’esperienza, e’ altissimo. Un segnale, spiegano, che il format funziona e che ora l’obiettivo è portarlo su scala nazionale, mantenendo forte il legame con i territori e con il tessuto produttivo locale.
L’ecosistema locale è ricco di iniziative, la sfida è metterle insieme. Ma ciò che fa davvero la differenza, per i futuri imprenditori, è la possibilità che cercheremo di dare con Enter di trasformare le loro idee in aziende di successo
dice Graffino. «Torino è la città giusta perché qui ci sono tutti gli ingredienti necessari: atenei di primo livello, competenze e know-how imprenditoriale, un tessuto di innovazione che incrocia digitale e industria, e soprattutto una componente distintiva fatta di capitali pazienti, fondazioni, network e investitori privati che negli ultimi anni hanno investito in modo importante per far crescere opportunità, progetti e collaborazioni tra gli attori del territorio. Abbiamo trovato grande disponibilità dagli atenei, ma anche dal mondo dell’impresa. E per Enter Academy questo è centrale, perché la sfida non è solo “educare” ma soprattutto ispirare e connettere i ragazzi. L’obiettivo è far partire un’onda che cambi molte storie e che ispiri la prossima generazione di imprenditori. Ne abbiamo davvero bisogno».